I rapporti internazionali mostrano che la regione ha perso l'orientamento politico e amministrativo, mentre i cittadini segnalano un forte calo della fiducia nello Stato...
I servizi pubblici nei Balcani funzionano a un ritmo incerto. I cittadini di Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Serbia, Montenegro e Bosnia segnalano un costante calo della fiducia nelle istituzioni statali. Il Barometro Balcanico 2024 mostra che solo il 7% dei cittadini della regione esprime una forte fiducia nei parlamenti.
L'indagine albanese del 2023 condotta dall'UNDP riporta che il 59% dei cittadini percepisce la governance come poco trasparente, mentre il 62,7% afferma che manca di responsabilità. Questi numeri dimostrano che il sistema politico non crea aspettative sostenibili.
I cittadini chiedono regole chiare e un servizio che funzioni senza improvvisazioni quotidiane. Le istituzioni cambiano frequentemente le regole e producono decisioni che non si basano su analisi o standard di governance. In alcuni casi, i partiti politici influenzano direttamente l'amministrazione. Questa pratica crea incertezza. I cittadini non sapranno cosa è valido oggi e cosa potrebbe cambiare domani. In questo clima, le reazioni spontanee prendono il posto delle politiche a lungo termine.
Le pressioni geopolitiche contribuiscono ad aggravare questa incertezza. La regione si trova ad affrontare una crescente influenza russa, cinese e turca. L'Unione Europea mantiene un ruolo guida, ma i processi di integrazione sono lenti. Il rapporto FEPS per il 2024 sottolinea che la "cattura" istituzionale e la mancanza di uno Stato di diritto rimangono i principali ostacoli alla stabilità democratica nei Balcani. I governi spesso seguono l'orientamento occidentale nelle dichiarazioni, ma non lo supportano con riforme sostenibili.
L'Albania sta vivendo la stessa situazione. Le riforme istituzionali hanno creato aspettative per nuovi standard, ma i cittadini segnalano ancora mancanza di trasparenza e incertezza nel processo decisionale. I sondaggi d'opinione mostrano che lo SPAK gode di un livello di fiducia più elevato rispetto ad altre istituzioni, ma questo non si traduce in una fiducia complessiva nell'apparato statale. Il sistema produce casi di successo, ma non garantisce che questi casi diventino la regola.
Questo panorama mostra che la regione non si muove con una bussola chiara. I governi prendono decisioni in base agli interessi del momento. Le opposizioni rimangono frammentate e non presentano piani concreti. Le istituzioni tecniche non fungeranno da asse di stabilità, ma da estensioni del ciclo politico. In questa situazione, il cittadino perde l'orientamento. Vede uno Stato che funziona in base alle circostanze e non secondo le regole.
I Balcani hanno bisogno di un ritorno ai principi fondamentali della governance. Il processo decisionale dovrebbe basarsi su prove concrete, non sull'improvvisazione. L'amministrazione dovrebbe operare secondo standard chiari e misurabili. Il Parlamento dovrebbe monitorare i governi e chiedere conto delle proprie azioni. Questi elementi creano la bussola mancante. Senza di essi, i paesi della regione si muovono in una direzione poco chiara e spesso reagiscono solo alle crisi./ Opuscolo
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