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Editorial14 Nëntor 2025, 18:59

Gli sforzi disperati del duo Rama-Meloni per salvare il campo di Gjadri!

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Gli sforzi disperati del duo Rama-Meloni per salvare il campo di Gjadri!

Nella legge di bilancio 2026, attualmente all'esame del Senato, sono stati stanziati circa 70 milioni di euro per i centri. Le risorse sono "nascoste" nella legge di bilancio...

Il governo riponeva grandi speranze in essa, ma l'"Operazione Albania" non ha mai ottenuto un vero successo. Sono trascorsi più di due anni dalla firma del protocollo tra Roma e Tirana, che ha consentito la creazione dell'hotspot di Shëngjin e del centro di Gjadra, ora funzionante come centro di detenzione per il rimpatrio (CPR). Tuttavia, diverse sentenze giudiziarie e il basso numero di migranti trasferiti in Albania hanno minato gli sforzi del governo, che ora sta cercando di rilanciare quello che è considerato un "modello vincente" per la gestione dell'immigrazione.

– Vertice di Roma

Giovedì 13 novembre, Giorgia Meloni ha ospitato Edi Rama a Roma per il primo vertice intergovernativo Italia-Albania. Nel 2010, i due Paesi hanno firmato una dichiarazione di partenariato strategico. Più di due anni fa, il 6 novembre 2023, Meloni e il Primo Ministro albanese hanno firmato il protocollo sui migranti a Palazzo Chigi.

"I centri in Albania funzioneranno, anche se dovrò passarci tutte le notti da qui alla fine del governo", aveva dichiarato Meloni qualche mese fa, ribadendo l'importanza del progetto nell'azione del governo. L'incontro tra i due è servito principalmente a riavviare il progetto, che è stato danneggiato da diverse sentenze giudiziarie.

- Costi e risorse "fuori controllo"

Le aspettative per i centri erano elevate e, in gran parte, non sono state soddisfatte negli ultimi anni. Si è infatti verificata una sproporzione tra gli obiettivi dichiarati, le risorse stanziate e il reale funzionamento delle due strutture in Albania. E proprio la questione della copertura finanziaria rimane un nodo delicato per il governo Meloni. La legge di ratifica del protocollo, approvata dal Parlamento nel 2024, ha previsto circa 650 milioni di euro per la durata quinquennale dell'accordo. Queste ingenti risorse includono un ampio elenco di voci, dal mantenimento all'occupazione, comprese le assicurazioni e i trasferimenti di personale dall'Italia.

Nella legge di bilancio 2026, attualmente all'esame del Senato, sono stati stanziati circa 70 milioni di euro per i centri. Le risorse sono "nascoste" nella legge di bilancio, incluse nelle tabelle che dettagliano i fondi a disposizione dei Ministeri dell'Interno e della Giustizia. La maggior parte del rifinanziamento proviene dal bilancio del Ministero dell'Interno: 14,7 milioni di euro vengono stanziati ogni anno, tra il 2026 e il 2028, per "rafforzare la cooperazione in materia migratoria".

Tuttavia, il governo non ha ancora fornito dati sui costi effettivi dei due centri. ActionAid ha presentato un reclamo alla Corte dei Conti e, insieme all'Università di Bari, ha calcolato che il centro di Gjadra costa 570.400 euro per alcuni giorni di funzionamento nel 2024 per venti persone. Non è escluso che la Corte dei Conti prenda in considerazione ulteriori provvedimenti in merito.

– (Pochi) migranti accolti nei centri

Negli ultimi mesi, il centro di Gjader ha accolto solo poche persone. Secondo una missione di monitoraggio condotta dal Comitato Asilo e Immigrazione, circa 219 migranti sono transitati attraverso il CPR tra aprile e il 28 ottobre. Nel 70% di questi casi, i giudici competenti non hanno ritenuto legittimo il trattenimento e i migranti sono stati respinti in Italia.

L'obiettivo iniziale del governo era che i due centri ospitassero almeno 36.000 persone all'anno, ovvero 3.000 al mese. Il funzionamento di questi centri è stato duramente messo in discussione da diverse sentenze. Il 1° agosto, la Corte di giustizia europea ha respinto l'operazione in Albania. I giudici lussemburghesi si sono schierati con i magistrati italiani, affermando che, sebbene spetti a uno Stato designare un Paese di origine come sicuro, tale designazione deve essere soggetta a un effettivo controllo giurisdizionale.

Il 4 settembre, una sentenza della Corte di Cassazione ha contestato il decreto che ha consentito la riapertura del centro di Gjader. Secondo i giudici, se non viene provata la detenzione in un CPR, il richiedente asilo deve essere immediatamente rilasciato. / Tratto da "Pamphlet" di "Today.it"

1 Komente

  1. K
    Kali

    Po varja Gjadrit, sikur i hodhem ne leket. Deshen kamp e bene, s‘ka emigrante do i vijne. Ne cfare stresi kemi apo qe hajne e pijne neper Lezhe policet Italian. Keta i qajne hallin kalorresit se i varen kembet.

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