L'accordo sui confini marittimi sta per concludersi, il ministro della Difesa greco visita Tirana...
Il ministro della Difesa greco Nikos Dendias effettuerà una visita ufficiale a Tirana lunedì, in un momento in cui Atene sembra intensificare gli sforzi per riportare all'ordine del giorno uno dei temi più delicati tra i due Paesi: la delimitazione delle zone marittime e della piattaforma continentale tra Albania e Grecia.
Secondo il quotidiano greco " Ta Nea ", Dendias incontrerà il ministro della Difesa albanese, Ermal Onuzi, e il primo ministro Edi Rama. L'incontro non si concentrerà solo su questioni di sicurezza e difesa, ma soprattutto sulla "ripresa" del processo che porterà alla firma dell'accordo per il deferimento della questione marittima alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.
Ad Atene la visita è vista come un tentativo di "riprendere il filo" dell'accordo politico del 2020, quando entrambe le parti si accordarono in linea di principio per risolvere la controversia sui confini marittimi attraverso i canali giuridici internazionali. Ma quattro anni dopo, il processo rimane bloccato e senza una scadenza precisa.
I media greci scrivono che Atene e Tirana stanno cercando di sfruttare l'attuale clima positivo nelle relazioni bilaterali, soprattutto dopo la recente visita di Edi Rama in Grecia e il ruolo che Atene aspira a svolgere nel processo di integrazione europea dei Balcani occidentali.
Tuttavia, al di là della retorica diplomatica, la questione marittima rimane un dossier complesso e politicamente delicato per l'Albania.
L'accordo del 2009, firmato dal governo Berisha, è stato annullato dalla Corte Costituzionale, che ha riscontrato violazioni procedurali e problemi nella tutela degli interessi dello Stato albanese. Tale decisione rimane ancora oggi il punto di riferimento più importante nel dibattito sui confini marittimi e un monito a non sottovalutare la necessità di sottoporre qualsiasi nuova formula a un rigoroso vaglio politico e giuridico.
Proprio per questo motivo, il governo Rama ha preferito la via dell'Aia, evitando negoziati diretti per un nuovo accordo politico. Ma anche questa strada è considerata rischiosa.
Nella sua analisi, "Ta Nea" ammette che la parte albanese è titubante, principalmente a causa della mancanza di un supporto tecnico completo per un processo giuridico internazionale così complesso. Secondo i media greci, non si esclude la possibilità che l'Albania riceva assistenza tecnica dalla Grecia stessa, nell'ambito del suo sostegno all'integrazione europea.
Gli esperti stessi, e persino ieri Artur Meçollari, hanno affermato che l'Albania rischia di perdere molto territorio all'Aia. Tuttavia, Rama sembra pronto a chiudere l'accordo, ottenendo il sostegno greco per l'integrazione. Il Bblok chiede a tutti i costi la chiusura dei capitoli sull'integrazione entro il 2027, per usarla come carta vincente alle prossime elezioni. E sembra che, dopo diversi anni di calma, ora si tornerà a negoziare sul confine marittimo. / Opuscolo
Nuk e bën kete Ramuti thjesht per karrige. E bene sepse karrigen ja garantojnë padronet e tij sllavomongol. Ky vetem duhet te permbush orekset e tyre. Po shqiptaret? Ah, po ky Ramuti nuk jmka asnje obligim ndaj shqiptarve. Sepse ky shqiptar nuk eshte.
Shih, shih, kodoshi eshte veshur me ngjyrat e flamurit grek. Kujt i puth doren, kujt i ben lepe, lepi bythen e Vucicit, Trapit, Erdoganit, Melonit, si e si te mbijetoje e te mbaje pushtetin pa lere c'i qi nenen Shqiperise. Pse kemi lindur kaq pa fat ne te mjeret Shqiptare. Bejuni ADN se nuk jane Shqiptare keta politiqent ne maje te shtetit.