
A 24 anni dall'attentato che ha sconvolto il mondo, l'Occidente continua a vivere nel mito che il terrorismo sia stato sconfitto. In realtà, è stato solo trasformato e legalizzato...
L'11 settembre 2001 è stato considerato "il giorno che ha cambiato il mondo". In realtà, è stato il giorno che ha dimostrato quanto poco sapessimo del pianeta su cui vivevamo.
Mentre gli schermi trasmettevano in tempo reale il crollo delle Torri Gemelle, la civiltà occidentale stava vivendo non solo un attacco fisico, ma anche una profonda crisi concettuale, una crisi di falsa sicurezza e di arroganza dell'ignoranza.
Nel giro di poche ore, un'organizzazione sconosciuta al grande pubblico, Al-Qaeda, divenne il nome più temuto del pianeta. Osama bin Laden divenne il nuovo diavolo del mondo e la parola "terrorismo" divenne la giustificazione per ogni successiva decisione militare, diplomatica, legale o ideologica.
Ma cosa accadde realmente dopo quel giorno?
Gli Stati Uniti hanno scatenato due guerre: una in Afghanistan, durata 20 anni e conclusasi con il ritorno al potere dei talebani, e un'altra in Iraq, basata su menzogne sulle armi nucleari, che ha portato alla nascita dell'ISIS. Così, invece di estinguere il terrorismo, lo hanno alimentato. I gruppi si sono moltiplicati, la dottrina della violenza si è diffusa e, soprattutto, è diventata uno strumento utile per molti stati e attori che cercavano di cambiare il mondo attraverso la paura.
Il terrorismo non è più quello del 2001. Non vola più sugli aerei, non vive più nelle caverne e non indossa più abiti bianchi.
Oggi, il terrorismo ha uffici, finanziamenti, diplomatici e persino rappresentanze nelle istituzioni internazionali. Alcuni stati lo usano come strategia estera, altri lo sfruttano come business e altri ancora come alibi per reprimere qualsiasi forma di opposizione interna.
Se l'11 settembre il terrore proveniva dall'esterno del sistema, oggi ne è diventato parte. Dalla guerra informatica alla destabilizzazione economica, dalla manipolazione elettorale all'incitamento all'odio sui social network, ci troviamo di fronte a una forma di terrore molto più sofisticata, più calma e più accettabile. Non più con una bomba in mano, ma con un computer portatile in ufficio. Non più con invocazioni religiose, ma con il diritto internazionale.
L'Occidente del 2025 non è più l'Occidente del 2001. Oggi è più insicuro, più diviso e più stanco. E questa stessa condizione è il terreno ideale per qualsiasi forma di terrorismo moderno, che non ha più bisogno di colpire le torri perché ha vinto la guerra nelle menti e nei cuori delle persone. In un mondo in cui il cinismo ha sostituito l'ideale e il relativismo ha preso il posto della verità, il terrore è diventato semplicemente un altro modo di governare.
L'11 settembre ha segnato la fine del terrorismo?
No! Era l'inizio di una nuova era, in cui il terrore non si combatte più sui fronti, ma nella narrazione. E in questa nuova guerra, il nemico è più calmo, più intelligente e, peggio di tutto, spesso più accettabile./ Opuscolo
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