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Forum 6 Mars 2026, 22:40

Educare all'odio

Shkruar nga Massimo Recalcati

Educare all'odio

I crimini più crudeli e brutali della storia sono sempre stati giustificati in nome della Verità...

L'odio è il fondamento passionale di ogni guerra. Nel mondo animale non esiste né crimine né guerra perché la passione dell'odio non esiste. L'istinto aggressivo si scatena solo per difendere il proprio territorio, per la sopravvivenza della propria esistenza o di quella del proprio branco. Tuttavia, non assume mai il valore irresistibile di una passione destinata a perdurare e a corrompere la vita.

In un romanzo straordinario come "I duellanti" di Joseph Conrad, si può vedere chiaramente come questa passione possa consumare, come un cancro, un'intera esistenza. Non a caso Lacan la definisce una carriera senza limiti. Ci sono vite individuali e collettive che fondano la propria identità sulla mobilitazione permanente dell'odio. Gli psicoanalisti sanno bene come l'odio possa dare senso a una vita abitata nel profondo da un profondo vuoto. Ho assistito ripetutamente alla depressione di persone che, per vari motivi, avevano perso il contatto con il loro oggetto di odio. Era la passione dell'odio a tenerle in vita.

Nella dimensione collettiva della vita umana, l'educazione all'odio è il primo passo che motiva pregiudizio, discriminazione e divisione, giustificando l'uso della violenza. La passione dell'odio è la passione dell'Uno che cerca di escludere il Due fino alla sua distruzione finale. Dove c'è odio, l'esperienza traumatica virtuosa del Due viene sempre rifiutata in nome dell'Uno. Distruggere il nemico significa, infatti, distruggere innanzitutto l'esperienza di autolimitazione che costituisce il Due. Per questo motivo, il gesto di Caino trova il suo fondamento nel mito di Narciso: amare la propria immagine, presentarsi come un Uno-completamente-solo, adorare il Sé, comporta la soppressione di tutto ciò che è diverso da sé. I cattivi insegnanti di tutti i tempi incitano all'odio, armano le mani dei loro figli o studenti e alimentano le fiamme nichiliste della distruzione del nemico.

Principalmente, come è accaduto esemplarmente nel nostro Paese negli anni '70, nascondendo le proprie responsabilità. Infatti, è sempre l'uso irresponsabile delle parole da parte di cattivi insegnanti a fomentare lo scoppio della violenza.

But how can the chain of hatred be broken? When Jesus' teaching evokes love as a radical antidote to the passion of hatred, he does not accept the rhetoric of good feelings. His words, in fact, do not urge us to love our neighbors, to love those who love us, but, in an unprecedented way, to love our enemies. It is a dizzying change in his thinking that not even Sigmund Freud could accept. However, his message remains today more than ever as difficult as it is essential: brotherhood is in no way an experience of assimilation, standardization, or, in the narrow sense of the word, even of separation. With the paradoxical invitation to love your enemy, Jesus aims instead to overturn every naive, harmonious and peaceful conception of love, highlighting its most insoluble side. To love your enemy means to love someone who is not at our disposal, who escapes our control, who can never be assimilated into our ego.

In this sense, the passion of love is a passion for decentralization, while that of hate is, conversely, a passion for centralization. The enemy becomes a target, an otherness to be despised or annihilated, before which one reaffirms one's moral, ethical, racial, or cultural superiority.

Will we then be held responsible to future generations for supporting a culture of war and hatred instead of a radical culture of love? Isn't this perhaps the great and immense task of education?

It is no coincidence that war and school are profoundly antagonistic. The primary function of school is not the transmission of knowledge, but rather the shaping of life in its naturally plural dimension, in the experience of the Two and not the One-Only. For this reason, all totalitarian ideologies distort the democratic vocation of school, transforming it into a workshop of war and indoctrination, subordinating it to the service of hatred. It is no wonder that it was precisely Hitler's philosophy of hatred that made the horror of the Shoah and the Second World War possible.

The passion of hatred, in fact, is fed by the dogmatic certainty of the possession of the Truth. It excludes doubt and contradictions in principle because it thrives on an integralist and fundamentalist ideal of purity. It is in the name of this purity that Hitler legitimized his savage hatred of the Jews, of Bolshevism and of liberal democracies. The most cruel and brutal crimes in history have always been justified in the name of the Truth. This is why hatred is the daily food of every sectarian ideology.

Non è un caso che Freud abbia dichiarato che l'odio è espressione diretta dell'istinto di morte, l'istinto che nutre non la vita, ma la sua distruzione. In ogni regime totalitario, la missione democratica della scuola è avvelenata e distorta dal virus dell'ideologia. I regimi totalitari del Novecento sono stati sconvolgenti esempi storici di come l'indottrinamento possa sostituire l'educazione nella legge plurale della parola, la legge del Due. Il nostro tempo presenta traumaticamente la stessa sfida alla vigilia di una guerra che minaccia di diventare globale: trionferà la passione dell'odio, o riusciremo a trovare nella fratellanza, nell'amore del Due, un'alternativa etica a questa mostruosa passione umana? / Tratto da "Pamphlet" di " La Repubblica"

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