La lotta per lo SPAK: come Rama, Berisha e gli internazionali si contendono il controllo della giustizia e il destino di Duman...
Nel novembre 2025 termina il mandato triennale di Altin Dumani a capo dello SPAK (Ufficio della Procura Speciale) e per il momento la situazione appare poco chiara, come un enigma politico e istituzionale.
La Costituzione albanese stabilisce che Dumani non può candidarsi per un secondo mandato senza una modifica della legge fondamentale del Paese. Ciò richiederebbe una maggioranza di 94 voti in Assemblea e una forte volontà politica da parte della maggioranza di Edi Rama e dell'opposizione di Sali Berisha, un accordo che al momento sembra difficile da raggiungere.
Finora gli Stati Uniti, l'attore internazionale più potente, si sono ritirati dal gioco, lasciando spazio a britannici e tedeschi, ancora indecisi se intervenire o meno e decidere il destino di Duman.
Nonostante un certo calo di sostegno a Dumani da entrambe le parti della politica albanese, egli rimane popolare, essendo una figura di fiducia per molti cittadini, avendo affrontato la corruzione e purgato diversi strati di politici corrotti. Tuttavia, si è registrato un calo della percezione nei suoi confronti da entrambe le parti, a causa dei giochi politici che lo SPAK ha portato avanti in materia di politica criminale e giustizia.
Analizzando le posizioni degli attori più importanti, la situazione si complica. Sebbene Edi Rama non abbia espresso apertamente la sua posizione, sembra che non voglia più Dumani alla guida dello SPAK, proprio come Sali Berisha, che ha ripetuto quotidianamente che non negozierà per un secondo mandato di Dumani.
Questa posizione di Berisha ha una condizione chiara: l'amnistia per tutti i crimini e gli scandali legati a lui e ai suoi gruppi.
Se gli internazionali accettassero l'amnistia per Berisha, a Dumani potrebbe essere negata qualsiasi possibilità di ricoprire la carica e di proseguire le sue indagini.
Per questo motivo, diversi progetti sono al vaglio degli attori politici e internazionali.
Una delle possibilità che circola è che Dumani possa diventare Ministro degli Interni al termine del suo mandato a capo dello SPAK, una mossa che potrebbe essere una manovra di Rama per mantenere il controllo sul sistema giudiziario e offrire a Dumani un'altra opportunità.
Un esempio è quello di Silvio Berlusconi, che si è servito di Antonio di Pietro come alleato per distogliere l'attenzione dalle indagini a suo carico e mantenere il controllo politico.
Un'altra possibilità in discussione è un piano simile a quello di Dinko Cvitan, ex capo dello SPAK croato, che ha ottenuto la nomina a procuratore generale, ottenendo maggiori poteri e contribuendo a ripulire la corruzione.
Questo modello potrebbe rappresentare un'opportunità per Duman di acquisire maggiore potere, ma porterebbe anche a un cambiamento radicale nelle strutture dello SPAK, il che potrebbe avere ripercussioni sulla riforma della giustizia.
Questa lotta politica, che coinvolge tutti gli attori importanti, da Berisha e Rama, agli internazionali, dimostra che tutto è a un punto molto delicato.
Mentre lo SPAK si sta muovendo nella sua direzione e Dumani ha ricevuto un grande sostegno da una parte dei cittadini e da vari gruppi, la situazione non è chiara e qualsiasi mossa potrebbe portare profondi cambiamenti all'intero sistema giudiziario in Albania./ Opuscolo
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