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Rajoni dhe Bota28 Prill 2026, 12:47

La NATO non è pronta per la Russia: ecco cosa rivela la guerra in Iran.

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La NATO non è pronta per la Russia: ecco cosa rivela la guerra in Iran.
Simbolo della NATO a Bruxelles

Dalla carenza di munizioni ai sottoinvestimenti nelle flotte navali, l'alleanza si trova ad affrontare gravi lacune in termini di prontezza militare.

La NATO si è tenuta fuori dalla guerra tra Stati Uniti e Israele in Iran, ma il conflitto ha messo in luce significative debolezze nelle difese dell'alleanza, che renderebbero difficile una risposta in caso di attacco da parte della Russia.

"Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente non sono fenomeni separati; c'è molto da imparare da entrambe per riflettere sulle guerre future", ha dichiarato il generale Dominique Tardif, vice capo dell'aeronautica francese, aggiungendo che "queste lezioni, prese insieme, dovrebbero portarci a una migliore comprensione di come guidare lo sviluppo delle capacità".

Funzionari militari europei hanno avvertito che Mosca potrebbe essere in grado di attaccare un Paese membro dell'alleanza entro il 2029, sottolineando l'urgente necessità di prontezza al combattimento e coesione politica.

Politico ha intervistato diplomatici, funzionari NATO attuali ed ex, nonché esperti di difesa, per individuare cinque lacune chiave emerse a seguito della guerra in Medio Oriente.

Esaurimento delle munizioni

La guerra con l'Iran ha messo in luce la carenza di munizioni della NATO. Gli Stati Uniti hanno utilizzato circa metà del loro arsenale di missili Patriot, fondamentali per la difesa aerea, mentre i funzionari francesi hanno avvertito che le scorte di missili Aster e Mica si stavano esaurendo nelle prime due settimane del conflitto.

Aziende del settore della difesa come Rheinmetall e MBDA hanno segnalato un aumento della domanda e imminenti carenze. Un alto diplomatico della NATO ha sottolineato che se gli Stati Uniti spostassero la loro attenzione sull'Indo-Pacifico, l'Europa perderebbe una parte significativa delle sue capacità militari.

Secondo il parlamentare britannico Calvin Bailey, se la NATO non cambia rotta, la Russia potrebbe costringere l'alleanza a uscire da una guerra a causa degli altissimi costi. Nel frattempo, Mosca produce dai 6.000 ai 7.000 droni d'attacco al mese, il che potrebbe esaurire rapidamente le riserve missilistiche della NATO.

L'esperto Justin Bronk sottolinea l'urgente necessità di intercettori più economici e di rafforzare le difese passive, come la costruzione di rifugi fortificati per gli aerei.

Complesso di inferiorità dell'aria

La capacità dell'Iran di continuare a lanciare oltre 5.000 missili e droni contro i paesi vicini, nonostante la campagna aerea statunitense, dimostra i limiti dell'idea che uno stato possa essere costretto alla resa unicamente tramite bombardamenti aerei.

La NATO dovrebbe rivedere il concetto di dominio aereo e investire in armi di precisione a lungo raggio in grado di colpire obiettivi in ​​profondità nel territorio russo, comprese le capacità di produzione di droni.

Flotte navali sottofinanziate

La limitata partecipazione dei paesi europei a sostegno degli alleati nel Golfo Persico ha evidenziato la scarsa propensione agli investimenti nelle flotte navali della NATO.

Un chiaro esempio è il Regno Unito, che ha impiegato tre settimane per schierare il cacciatorpediniere HMS Dragon, il quale è poi rientrato in porto a causa di un problema tecnico.

Il capo della marina britannica, il generale Gwyn Jenkins, ha ammesso che la marina non è pronta per la guerra, mentre meno della metà della flotta canadese è operativa.

Gli esperti sottolineano che in un conflitto con la Russia, le flotte navali saranno fondamentali per neutralizzare i sottomarini e le navi armate di missili a lungo raggio.

Un approccio più pragmatico nei confronti degli Stati Uniti

L'ex segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, suggerisce che i paesi europei dovrebbero adottare un approccio più pragmatico nei loro rapporti con gli Stati Uniti, subordinando il loro sostegno strategico agli impegni americani nei confronti dell'alleanza.

Mette inoltre in guardia contro i continui tentativi di compiacere l'amministrazione statunitense, sottolineando la necessità di rivedere questo approccio.

L'importanza dell'Ucraina

A pochi giorni dall'inizio della guerra con l'Iran, l'Ucraina ha inviato i suoi esperti di droni in aiuto dei paesi mediorientali. Kiev ha inoltre firmato accordi di cooperazione a lungo termine con i paesi del Golfo.

La NATO ha ampliato la cooperazione con l'Ucraina, includendo addestramenti congiunti, programmi industriali e iniziative per lo sviluppo di tecnologie innovative.

Secondo gli esperti, l'alleanza dovrebbe costruire una cintura difensiva contro i droni vicino al confine con la Russia e aumentare gli investimenti nella cooperazione industriale con l'Ucraina.

Un diplomatico della NATO sottolinea che "l'Ucraina agisce come garante della sicurezza" e la guerra in Iran ha confermato questo ruolo.

La guerra con l'Iran ha rappresentato un test indiretto per la NATO, rivelando significative lacune nelle capacità militari e nel coordinamento strategico. L'analisi suggerisce che, senza rapide riforme e maggiori investimenti, l'alleanza potrebbe trovarsi ad affrontare serie difficoltà in un futuro conflitto con la Russia.

 

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