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Rajoni dhe Bota25 Dhjetor 2025, 19:20

Perché i russi non si mobilitano per fermare la guerra in Ucraina?

Shkruar nga Anna Matveeva

Perché i russi non si mobilitano per fermare la guerra in Ucraina?

Ispirati in parte dalla propaganda di stato, molti russi hanno sviluppato una forte identità anti-occidentale. Sono convinti che l'Occidente miri alla distruzione della Russia, quindi sostenere lo stato è visto come un dovere patriottico...

Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la nuova Russia si è trovata ad affrontare la complessa sfida di creare un'identità nazionale che conciliasse le radicali contraddizioni del passato con l'obiettivo dell'integrazione in Occidente, preservando al contempo l'unicità russa. Ma la guerra in Ucraina ha cambiato radicalmente l'atteggiamento dell'opinione pubblica, portando a un consolidamento della popolazione attorno a un insieme di idee nazionali.

Questa unità ha contribuito alla resilienza della Russia durante la guerra e ha smorzato le speranze occidentali che la pressione economica o l'elevato numero di vittime avrebbero minato il sostegno al presidente Vladimir Putin. Alla luce delle prove finora raccolte, è improbabile che questi obiettivi occidentali vengano raggiunti nel prossimo futuro.

L'evoluzione dell'identità: da Eltsin a Putin

Il primo presidente post-sovietico, Boris Eltsin, cercò una rottura radicale con il comunismo, basando il suo governo sulla negazione del passato. Ciò lasciò la Russia con un senso di "identità negativa". Al suo insediamento, Vladimir Putin presentò una visione più positiva, incentrata sull'integrazione con l'Occidente (alle condizioni russe e preservando l'indipendenza).

Ma questo progetto fallì di fronte a differenze inconciliabili. Da allora, lo Stato ha faticato ad articolare un concetto coerente di specificità russa. Solo la Seconda Guerra Mondiale si è rivelata un fattore unificante, trasformandosi in una narrazione dal sapore quasi religioso sotto l'attuale leadership.

Trasformazione dopo 4 anni di guerra

Inizialmente, la guerra in Ucraina è stata accolta con sconcerto e sfiducia dall'opinione pubblica russa. Tuttavia, dopo quasi quattro anni di conflitto, la situazione è cambiata. Alimentati dalla propaganda, molti russi si sentono orgogliosi che il loro Paese sia sopravvissuto alle sanzioni e all'ostilità occidentali.

Questo sentimento è alimentato anche dalla percezione del "disprezzo" occidentale per la cultura russa, un tema che viene citato con entusiasmo dai media statali. Oggi, il patriottismo è in crescita: il reclutamento militare continua senza sosta (alimentato anche dagli alti stipendi) e i movimenti di volontariato per aiutare l'esercito sono attivi. Parlare controcorrente in Russia è ormai considerato non solo pericoloso, ma anche socialmente inaccettabile.

La guerra come "difesa" e il blocco anti-occidentale

Nonostante sia stata la Russia a invadere l'Ucraina, molti russi considerano la guerra come difensiva e inevitabile. La percezione di una minaccia esterna ha unito la nazione, rendendo l'antioccidentalismo una norma diffusa.

Molti cittadini sono convinti che l'Occidente miri alla distruzione della Russia, per cui sostenere lo Stato è visto come un dovere patriottico, anche quando fallisce (come è accaduto con l'incursione ucraina a Kursk).

Dinamismo economico e "Rinascimento" culturale

La nuova identità russa non si basa solo sulla guerra, ma anche sulla stabilità economica. Nonostante l'inflazione, si respira ottimismo per il futuro e si assiste a un boom tecnologico stimolato dalle necessità militari. In ambito culturale, la Russia sta vivendo una sorta di "autosufficienza".

La scomparsa della cultura russa in Occidente ha costretto i russi a rivolgersi alle fonti interne. Il turismo interno è fiorito, mentre la partenza di personaggi famosi come Alla Pugacheva o Chulpan Khamatova, sebbene inizialmente preoccupante, ha lasciato spazio a giovani artisti patriottici come "Shaman". La difficile situazione degli artisti immigrati in Occidente ora serve da materiale per il ridicolo in patria.

Una nazione più compatta

La Russia si è presentata come la "vera Europa", come difensore dei valori tradizionali del XX secolo, rifiutando le moderne ideologie occidentali. Questa narrazione piace anche ai russi liberali, che sono lieti che la Russia non debba più essere culturalmente subordinata all'Occidente.

Oggi la Russia è un Paese diverso rispetto al 2022: più coeso, più chiuso e più determinato a proseguire il suo cammino. Nel breve termine, ciò significa che la volontà dell'opinione pubblica di sostenere la guerra rimane incrollabile. / Tratto da "Pamphlet" di "Responsible Statecraft" 

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