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Editorial27 Gusht 2025, 10:37

L'India torna alla grande partita

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net
L'India torna alla grande partita
Xi Jinping e Narendra Modi /

Di fronte alle tariffe punitive degli Stati Uniti e alle tensioni con la Cina, l'India mette alla prova la propria autonomia strategica in un vertice che potrebbe rimodellare l'equilibrio economico globale...

Il primo ministro indiano Narendra Modi si recherà in Cina per la prima volta dopo sette anni di silenzio e tensione.

La visita avrà luogo in occasione del vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), che si terrà a Tianjin alla fine di agosto 2025.

Un forum a cui si prevede la partecipazione di oltre 20 leader mondiali, tra cui il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping.

Questo incontro non è solo una formalità protocollare; è un chiaro segnale che l'India sta cercando di rivedere attentamente il suo posto nel mosaico globale delle potenze medie.

La visita di Modi arriva pochi giorni dopo la drastica decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi del 50% sulle importazioni indiane in rappresaglia per gli acquisti di petrolio russo. Mentre l'Occidente vede l'India come un alleato nel controllo dell'influenza cinese, l'India di Modi sta inviando segnali di non essere disposta a diventare uno strumento della guerra economica americana.

Delhi non può ignorare né il potenziale economico della Cina né il ruolo chiave di Pechino nelle forniture industriali.

Ufficialmente, Modi promuoverà la cooperazione antiterrorismo e l'integrazione economica regionale. Ma dietro le quinte, i canali diplomatici tra Delhi e Pechino, congelati dai violenti scontri al confine con il Ladakh nel 2020, stanno venendo riaperti.

Un segnale concreto è la ripresa delle comunicazioni militari tra i due Paesi, una mossa volta a prevenire ulteriori incidenti. La Cina ha anche accettato di revocare le restrizioni su alcune esportazioni strategiche, come minerali di terre rare e fertilizzanti, di cui l'India ha bisogno.

Un tempo soprannominata il "club degli autocrati", la SCO si sta trasformando in una nuova arena in cui i paesi dell'Asia centrale, la Russia, la Cina e l'India discutono di come riequilibrare l'ordine globale.

L'India non rinuncerà alla cooperazione con l'Occidente (attraverso il Quad o le partnership strategiche con Francia e Giappone), ma sta chiaramente affermando che la sua politica sarà multidimensionale.

Nonostante i conflitti di confine, la connettività economica è inevitabile. Con la sua visita, Modi sta inviando un messaggio chiaro: l'India non ha né l'interesse né il lusso di isolarsi dall'Asia continentale. Al contrario, sta cercando di svolgere un ruolo costruttivo nel dialogo globale tra le potenze emergenti.

L'arrivo di Modi a Tianjin non rappresenta né una svolta né un nuovo movimento ideologico. È la continuazione di una politica estera cauta, in cui l'indipendenza decisionale è importante quanto le vecchie alleanze. E questa è una lezione che anche gli attori balcanici dovrebbero imparare./ Opuscolo

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