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Ekonomi21 Shkurt 2026, 11:40

Frequenti cambiamenti legislativi: come l'Albania sta perdendo la corsa agli investimenti regionali

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Frequenti cambiamenti legislativi: come l'Albania sta perdendo la corsa
Edi Rama

I numeri sono importanti. Ma la loro qualità e il loro contenuto sono cruciali. 400 milioni di euro investiti in appartamenti non sono la stessa cosa di 400 milioni di euro in produzione o tecnologia.

C'è una cosa che le istituzioni pubbliche fanno con ammirevole sicurezza di sé: celebrano i dati macroeconomici. Ogni nuovo rapporto è accompagnato da parole come "record", "crescita", "performance storica".

Se si giudicasse esclusivamente dalle comunicazioni ufficiali, sembrerebbe che l'economia albanese sia una storia di successo che procede senza intoppi, superando quella dell'intera regione.

Gli investimenti diretti esteri non fanno eccezione a questo rituale di ottimismo. Nei primi 9 mesi del 2025, gli investimenti diretti esteri hanno raggiunto 1,208 miliardi di euro, secondo i dati della Banca d'Albania, con un aumento del 4,4% rispetto all'anno precedente, un record storico... sulla carta.

Ma l'economia non è solo un foglio di calcolo Excel, e la crescita non è sempre sinonimo di progresso. Basta guardare la composizione di questi investimenti per capire che la realtà è più complessa della narrazione ufficiale.

Un terzo del totale, circa 403 milioni di euro, proviene dal settore immobiliare, ovvero dall'acquisto di appartamenti da parte di stranieri. Capitali che entrano nel Paese, ma non creano industria, non aumentano la produttività e non creano posti di lavoro a valore aggiunto.

Al contrario, crea maggiori rischi di speculazione e fuga di capitali, non appena cambiano le condizioni. Il secondo settore con un peso negli investimenti esteri, con 219 milioni di euro, è quello delle attività finanziarie e assicurative, principalmente aumenti di capitale da parte delle banche, dettati da requisiti normativi. L'industria estrattiva, al terzo posto, con 134 milioni di euro, rimane legata allo sfruttamento delle risorse naturali, senza quindi contribuire alla creazione di valore aggiunto.

Quindi, abbiamo una crescita come risultato dello sfruttamento delle risorse, ma non necessariamente uno sviluppo strutturale sostenibile.

E qui inizia la seconda percezione, quella degli investitori.

Il messaggio proveniente dal "Libro Bianco 2025-2029" della Foreign Investors Association (FIAA) è meno celebrativo. Il presidente della FIAA, Balazs Revesz, lo riassume chiaramente: il rischio normativo è una tassa invisibile e l'Albania non solo sta perdendo nuovi investimenti nella regione, ma rischia anche la mancata espansione degli investitori esistenti.

Si tratta di un allarme che non compare nei grafici di crescita. Corruzione, informalità, incertezza giuridica, frequenti cambiamenti fiscali e ritardi giudiziari rimangono ostacoli persistenti. Il messaggio è ancora più forte: il problema non è solo attrarre nuovi investitori, ma il fatto che quelli già presenti nel Paese non si espandano.

E questo è forse il segnale più preoccupante per un'economia che punta alla crescita a lungo termine e alla convergenza con l'UE.

Un investitore che non si espande è un segnale silenzioso di sfiducia. Non se ne va, ma non investe nemmeno di più. E quando l'espansione si sposta in un altro Paese della regione, il vantaggio competitivo non si perde in teoria, ma nella pratica, in termini di posti di lavoro, esportazioni e produttività, trasferendo capitali altrove.

L'elenco delle preoccupazioni è noto: frequenti modifiche legislative senza consultazione, ritardi nel rimborso dell'IVA, procedimenti giudiziari che durano anni, mancanza di manodopera qualificata e un'amministrazione che spesso è vista come un ostacolo, non come un partner.

Abbiamo quindi due percezioni parallele. Una, quella dei dati macroeconomici in crescita. L'altra, quella degli investitori alla ricerca di stabilità, prevedibilità e un clima più competitivo.

I numeri sono importanti. Ma la loro qualità e il loro contenuto sono cruciali. 400 milioni di euro investiti in appartamenti non sono la stessa cosa di 400 milioni di euro in produzione o tecnologia.

Aumentare il capitale bancario non equivale ad aprire una fabbrica per l'esportazione. E vendere risorse naturali non equivale a costruire un'economia ad alta produttività.

Il capitale, infatti, non segue le dichiarazioni, ma le reali condizioni di mercato. E nella competizione regionale per gli investimenti, la differenza non la fanno le conferenze stampa, ma le riforme che garantiscono stabilità, giustizia funzionale e un'amministrazione che faciliti le imprese. Soprattutto, l'economia deve avere spazio per tutti, perché l'economia non è fatta su misura.

La realtà è una. Ma le percezioni sono due. E il mercato, alla fine, ne sceglie solo una./  MONITOR

shqipëria garën rajonale për investime 400 milionë euro në industri

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